Coro Alpe di Saronno

. Dicono di noi

1950-2010  60°

. Parole d'amicizia

Mail ricevuta da Silvana Roncari - Caronno Pertusella 05/11/2014

Sono Silvana Roncari, la moglie dell'assessore che ieri sera ha presentato il vostro concerto a Caronno. Vi ho già fatto i complimenti e ringraziato per i bei momenti, le intense sensazioni che ci avete fatto provare, ma sento il bisogno di ripetermi. Purtroppo le occasioni di riflettere, pensare e commuoversi sono sempre più rare, ma voi ci avete aiutato: siete arrivati dritti al cuore, ci avete accompagnato nella ricerca di un mondo migliore, più buono e più giusto. Ci avete fatto un regalo bellissimo e prezioso. Quindi....di nuovo GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE e...Arrivederci al concerto di Natale, ci saremo sicuramente! Con ammirazione e gratitudine.

Silvana Cioffi Roncari

Mail ricevuta dall’Alpino Gianni Banfi - Saronno 21/10/2014

Presente alla vostra esibizione in S.Maria Goretti di sabato 11 ottobre u.s., commosso dalla interpretazione di Stelutis Alpinis, nonchè delle parole con cui avete presentato ogni singolo pezzo, mi son sentito di inviarvi questo mio componimento (pagina 1,2,3) che riporta un' esperienza da me vissuta sul Pasubio.
Mi complimento per la vostra capacità interpretativa e vi auguro di continuare per altri cento anni almeno con altrettanto successo.

Alpino Gianni Banfi

Recensione della 34 a Rassegna Corale Città di Saronno (di Gian Franco Gelso) - Saronno 05/05/2013

34 a Rassegna Corale Città di Saronno: una serata davvero memorabile !

Ieri, 4 Maggio 2013, nella cornice meravigliosa, unica e magica del Santuario di Saronno, dedicato alla Beata Vergine dei Miracoli, si è svolta la Rassegna Corale annuale, organizzata dal Coro Alpe, giunta alla sua trentaquattresima edizione.

Alla presenza delle Autorità Religiose e di quelle Civili, nonché con la partecipazione del Dottor Benvenga della Delegazione di Varese dell’Unione Società Corali Italiane, sulla scena si sono avvicendati il Coro Alpe e la prestigiosa compagine de I Crodaioli di Arzignano (VI), condotti dal loro Maestro e fondatore Bepi De Marzi.

Sotto la valente direzione del Maestro Dino Carugati, il Coro Alpe ha dato inizio all’atteso concerto, proponendo all’ascolto quattro brani del suo ampio repertorio.
Al canto “Cuore Alpino”, una esclusiva del Coro Saronnese composta dal Maestro Attilio Rucano, ha fatto seguito il brano popolare della “mala” milanese armonizzato da Claudio Noliani, dal titolo “La Povera Rosetta”, un pezzo musicale assai caro al Maestro Carugati.
“Poetas Andaluces”, una vibrante composizione poetica di Rafael Alberti, musicata da Manolo Diaz, “leader” del gruppo Spagnolo “Aguaviva”, il cui recitativo in lingua ispanica fu declamato nel corso degli anni ’90 - sia nei concerti dal vivo, che nell’incisione del compact disc “Cuore Alpino” - dal sottoscritto, nella presente occasione ha visto l’interpretazione del bravo presentatore-baritono, Luciano Caironi, mentre il canto Russo “Kalinka”, armonizzato dal Maestro Kurt Dubiensky - che solitamente viene affidato per la parte solista alla voce, esperta e potente, del tenore Gaetano Aleccia – nella circostanza si è avvalso dell’interessante esecuzione del suo collega Danilo Boldini, cosa che ha rappresentato un elemento di novità.
Il pubblico ha continuamente manifestato, con applausi calorosi, ripetuti e continui, di gradire ed apprezzare molto l’efficace “performance” del Coro Alpe, che – come è ormai nel suo stile consolidato nel corso degli anni - è stata anche questa volta connotata da una notevole qualità espressiva, da un livello esecutivo curato ed eccellente, sempre all’altezza della sua fama, acquisita meritoriamente nel tempo.
A conclusione della breve esibizione del Coro Alpe sono stati tributati riconoscimenti – mediante la consegna di una medaglia commemorativa - ad altrettanti coristi che si sono particolarmente distinti per la loro lunga “militanza” musicale nel Gruppo, quali Francesco Balossi (50 anni), Giuseppe Clerici (49), Gianbattista Dones e Angelo Legnani (46), Claudio Conte (44), Dino Carugati, il Maestro (36 anni di canto ed oltre 30 di direzione), Paolo Carugati ed Aureliano Ceriani (35), Enrico Banfi e Roberto Catturini (20 anni).
Una menzione speciale è stata fatta, in memoriam, con la consegna di una medaglia alle sorelle de tenore Natale Peppino Ceriani (38 anni di servizio nel Coro), scomparso lo scorso mese di Settembre.
Mentre per mantenere sempre vivo il ricordo dello storico segretario e co-fondatore del Coro, Aldo Galli (tenore, con ben 62 anni di canto alle spalle), che ci ha lasciati nel mese di Luglio del 2012, è stata fatta menzione che il 17 Febbraio scorso la sede del Coro è stata intitolata al suo nome.

Dodici sono stati i brani, pregevoli ed intensi, offerti dal poeta-compositore-artista Maestro Bepi De Marzi e dai suoi Crodaioli.
L’introduzione all’ascolto dei canti e la loro presentazione è stata curata personalmente, come di consueto, dal Maestro De Marzi, che si è espresso a volte con pochi toccanti ed incisivi tratti essenziali, altre invece facendo rimando a memorie, a ricordi che per la loro profondità, verità e narrazione apparentemente pacata, ma in realtà “graffiante” per compenetrazione e riflessione , lasciano incondizionatamente ammirati; reminiscenze supportate da contenuti altamente poetici, intimi ed umani che hanno spesso contribuito ad “ispirare” la mano compositiva dell’autore.
Mirabili e stupende le oltre 150 melodie ideate e concretizzate dal Maestro De Marzi (che – non trascuriamo di rammentare – è un Musicista “a tutto tondo”, con, tra le altre innumerevoli attività affrontate, una esperienza ventennale ne I Solisti Veneti del Maestro Claudio Scimone, in qualità di organista e di clavicembalista); alcune di queste sono state portate all’ascolto del pubblico nella serata di ieri.
Un Musicista “completo”, con una solidissima base culturale, artistica e musicale di estrazione squisitamente “classica”, che lo pone in grado di “esplorare” e di “scandagliare” fino alle mete più ardue, estreme ed irraggiungibili soluzioni sonore ed architetture musicali assai complesse e che gli permette di ricercare e di “sperimentare” con assoluta padronanza ogni possibile (ed impossibile) variazione.
Impeccabili i componenti de I Crodaioli, capaci di regalare una grande varietà di emozioni e di brividi; duttili e pienamente concentrati, compresi e totalmente inseriti nella struttura stessa del pezzo interpretato in quel momento, anche facendo un genuino ricorso alla loro fisicità, facilitando ed assecondando interamente l’emissione della voce e l’offerta del canto con il trasporto interiore ed il movimento corporeo.
Il Maestro De Marzi – a mio parere – sembrava “giocasse con i suoni”, toccando tutte le sfumature e le sfaccettature musicali e cromatiche dell’intero pentagramma, e faceva uso dei suoi Coristi al pari di altrettanti strumenti musicali, mediante una conduzione a volte “scarna”, altre volte forte, intensa e grandemente determinata, ma sempre superba e “magistrale”.
Alternando un lessico poetico dal sapore e dal profumo agreste, a quello religioso e civile, il Maestro De Marzi ha citato gli scrittori Mario Rigoni Stern, scomparso circa 5 anni or sono, al quale ha dedicato una propria composizione (“Tag net Tag”, eseguita in maniera altamente virtuosistica da ben 6 solisti, senza l’apporto dell’intero Coro, composto da 25 elementi), e Primo Levi , la cui visione liberatoria dei tigli, al di là del filo spinato, durante la Sua prigionia nel lager di Auschwitz, lo ha ispirato per comporre il bellissimo canto “Dolinta”.
Molto altro ci sarebbe da osservare, come – ad esempio – la divisione de I Crodaioli in due gruppi corali, alla maniera dell’antica tradizione Veneta, che cantano contemporaneamente l’emozionante brano “Pavana”, o la peculiare esecuzione dell’espressivo canto “La Contrà De L’Acqua Ciara” esclusivamente da parte di due solisti del Coro, oppure l’utilizzo “quasi ostinato” (in senso squisitamente musicale) della ripetizione all’infinito della “parola-chiave” delle sue singole composizioni (si prenda, ad esemplificazione di questa asserzione, quanto enunciato in “Ave, Ave Maria”, “Pavana”, “Scapa, Oseleto !”, “Dolinta”, e via di seguito) nelle varie tonalità, creando una atmosfera altamente suggestiva...

Idealmente, il concerto de I Crodaioli si è di fatto svolto in due metà, pressoché simili in termini di durata: una composta dall’esecuzione dei brani corali proposti e l’altra impreziosita dagli interminabili applausi che l’auditorio, letteralmente rapito e conquistato dalle gemme musicali offerte e dalla loro impareggiabile rappresentazione, ha inteso omaggiare al Maestro De Marzi e ai suoi coristi al termine di ciascun canto.

La degna apoteosi e lo zenit assoluto si è verificato nel finale del concerto, allorquando i due Cori si sono uniti, coinvolgendo nel canto anche il pubblico, per l’esecuzione di due ulteriori ed assai note creazioni del Maestro De Marzi: la stupenda “Benia Calastoria” e quella straordinaria preghiera, quel “Signore Delle Cime”, che gli ha giustamente tributato popolarità internazionale. Mentre il Maestro Bepi De Marzi accompagnava l’esecuzione all’organo maggiore, un “Balbiani – Vegezzi – Bossi” del 1963, dotato di 1.600 canne, il Maestro Dino Carugati dirigeva il “SuperCoro” ed il pubblico, completamente galvanizzato e “folgorato” dal magnifico evento.

Un grazie sentito dal profondo del cuore va al Coro Alpe, il quale in tutti questi anni si è proficuamente adoperato - con sacrifici ed impegno non trascurabili e con meriti indiscussi ed incancellabili - per portare alla Rassegna Corale ed all’attenzione dei tanti estimatori della musica di qualità e di eccellenza una serie di Gruppi Corali di elevatissimo “ranking”, tra i quali compaiono, con la certezza più totale, nomi del calibro del Coro della S.A.T. e del Maestro Bepi De Marzi con il suo Coro de I Crodaioli.

Gian Franco Gelso

Lettera del Prevosto don Armando Cattaneo - Saronno 07/11/2012

Gentilissimi Componenti Coro Alpe
c.a. Segretario Aureliano Ceriani

Carissimi tutti,
mi ha fatto molto piacere, aumentato dalla sorpresa, il vostro foglio con gli Auguri di benvenuto a Saronno!
Grazie di cuore!
Mi ha fatto ancora un piacere più grande ascoltarvi nelle recente serata in Santuario.
Continuate! I vostri sacrifici portano frutto, e con i vostri concerti, contribuite alla crescita culturale, musicale, e soprattutto valoriale, di chi vi ascolta!
Anch'io sarò tra i vostri ascoltatori affezionati!

Prevosto don Armando Cattaneo

Lettera dall'Associazione "La Rondine" - Bollate 04/06/2010

Cari amici,
Sono da poco partiti i bambini bielorussi ospitati dalle famiglie di Novate Milanese, che avete conosciuto in occasione del piacevole concerto che avete loro offerto.
Durante questa permanenza hanno potuto godere di una benefica condizione di vita, circondati da attenzioni e riguardi.
Vi ricorderanno con simpatia per quanto avete con tanto impegno fatto in loro favore.
Vi ringraziamo, quindi, per la vostra amicizia e la vostra sincera collaborazione, anche da parte delle famiglie ospitanti e dei bambini.
Cordiali saluti

Sergio Bollini, presidente
www.larondine.it

E-mail della Corale Isorelle (GE) - 01/06/2010

Cari amici,
anche se con un pò di ritardo Vi giungano i nostri auguri per il Vostro importante compleanno.
Ricordiamo con affetto le occasioni di incontro tra i nostri cori, auspicando in altre opportunità future.

Stiamo lavorando all'organizzazione della XVª edizione del Concorso Nazionale Cori, che Voi ben conoscete, avendone vinte due edizioni nel passato.
Il Concorso si svolgerà a Savignone SABATO 26 GIUGNO con inizio alle ore 21.
Alleghiamo per informazione la lista dei cori partecipanti e la composizione della giuria.
Chissà che qualcuno di Voi non possa essere presente; sarebbe una bella occasione per poterci personalmente salutare.

Un caro saluto a tutto il CORO e all'amico Dino Carugati.

Cordialmente e coralmente!

CORALE ISORELLE
Marta Savio

E-mail del Mº Mauro Pedrotti, direttore del Coro della SAT - 11/05/2010


in risposta a nostra e-mail di ringraziamento

Caro Aureliano,
ti ringrazio (scusa per l'approccio ... confidenziale, che spero reciproco!) per il cortese messaggio, ma ancor più per l'accoglienza cordiale e generosa che avete voluto riservare al Coro della SAT ed a me lo scorso 8 maggio a Saronno. Siamo lieti ed onorati di aver contribuito a celebrare i vostri 60 annni di attività e di essere stati, in quella occasione, vostri ospiti. Il pubblico di Saronno ha risposto in maniera estremamente generosa alle sollecitazioni artistiche della serata! Vi ringrazio inoltre della stima e della considerazione nei nostri e miei confronti: che sono sinceramente ricambiate, assieme ai sentimenti di sincera e non formale amicizia. Vi auguro di proseguire nella vostra meritoria attività artistica con meritato e lusinghiero successo. Ti prego di portare il mio cordialissimo saluto al vostro maestro Dino, con il quale ho avuto occasione di scambiare pareri ed riflessioni durante la cena di sabato scorso: mi dispiace solo che i molteplici impegni e la mia conseguente stanchezza abbiano posto dei limiti temporali ad una conversazione interessante e vivamente partecipata da ambo le parti.

Rinnovando il mio e nostro ringraziamento, vi saluto con grande cordialità.

Mauro Pedrotti

E-mail da Caterina di Katowice (PL) - 01/05/2010

Jestem Polką, a muzykę chóru Alpe poznałam dzięki najwyższemu “basowi” (wielkiemu Aureliano).
Wasze pieśni wykonane z maestrią oddają wielką pasję, ujmują przede wszystkim mojego włoskiego wybranka Diego – byłego oficera rezerwy 5 Batalionu Strzelców Alpejskich „Morbegno” z Vipiteno.
Od kilku lat razem mieszkamy na południu Polski, skąd mamy niedaleko do gór, wprawdzie nie tak wysokich jak Alpy, ale równie ważnych oraz bogatych w naturalne piękno przyrody, urok i natchnienie. To Tatry, tak bardzo bliskie Naszemu Papierzowi Janowi Pawłowi II, który od młodości był ich wielkim wielbicielem.
Składamy Waszemu chórowi nasze wielkie słowa uznania za pasję i mistrzostwo, z jakim śpiewacie i jeśli tylko będziemy mieli okazję usłyszeć Was „na żywo”, z ogromną przyjemnością z tej okazji skorzystamy.

Katarzyna

(Traduzione)
Sono Caterina, sono polacca, ho conosciuto la musica del coro Alpe grazie al “basso” più alto ( il grande Aureliano).
I vostri canti , magistralmente eseguiti, trasmettono una grande passione e particolarmente al mio compagno italiano Diego, ex ufficiale di complemento del 5 Battaglione Alpini “Morbegno” di Vipiteno.
Viviamo da qualche anno qui al sud della Polonia.
Non lontano da noi ci sono montagne, non così alte come le Alpi, ma altrettanto importanti, ricche di bellezze naturali, fascino, spiritualità. Sono i Monti Tatra, tanto cari al Nostro Papa Giovanni Paolo II, grande amante della montagna, sin dalla sua giovinezza.
Vi facciamo dei grandi complimenti e appena avremo l’occasione di venirvi a sentire, lo faremo senz’altro.

Katarzyna

Lettera ricevuta da Mons. Angelo Centemeri - Saronno 25 aprile 2010


dopo la commemorazione dei nostri defunti il 23 Aprile per il 60° del Coro

Carissimi amici del Coro Alpe, Ho partecipato cordialmente alla S. Messa che dava inizio alle celebrazioni per il vostro 60° di fondazione.
Ho ringraziato il Signore che vi ha dato di far crescere la bella iniziativa che è nata nell’oratorio di Via Legnani.
Ora siete un segno della città e per la città.
Vi auguro di continuare a cantare con il cuore, con l’amicizia che vi unisce e traspare nelle armonie che sapete creare con la voce.
Ho partecipato anche con crescente commozione al concerto, ho visto le immagini scorrere e i vostri occhi che s’inumidivano al ricordo di tanti volti di chi è “ andato avanti”, ma cantava ancora con voi.
L’idea del DVD e dell’omaggio che ne avete fatto ai familiari dei vostri amici è stata proprio splendida, un ottimo inizio di questa celebrazione.
Vi ringrazio in particolare per avere inserito tante foto che dicono la mia presenza, la mia stima e il mio affetto per voi.
Ora avete davanti gli appuntamenti impegnativi .
Spero proprio che la città di Saronno riconosca e dia il giusto valore a questo vostro coro che la rappresenta così degnamente.
Sono certo che il vostro canto riuscirà sempre a comunicare e suscitare emozioni e sentimenti veri per il bene di tutti.
Il segreto di tutto lo avete in voi e si è manifestato quella sera, carica di ricordi e di commozione, di passione per il bel canto e di allegria, di sacrifici e di profonda amicizia.
Diceva un saggio: ”Quando senti qualcuno che canta, fermati e ascolta perché c’è un cuore che ama” è anche il mio augurio più sincero e cordiale.
Assicuro il mio ricordo in preghiera per voi, per i vostri cari, vivi e defunti.
Il Signore vi dia la sua pace e la sua gioia.

Cordialmente

Don Angelo

E-mail del Mº Wim Schepers, direttore del Male Choir DSM-SABIC (Nl) - 15/11/2009

I've listened to the CD's of Coro Alpe di Saronno.
The choir has a characteristic sound. The sound is pure and open, similar to the Italian language.
It is, in any case, interesting voice material (...).
The style of singing is regional (folksy), very original and the Choir shows a variety of (control) pitches.
The words are very well pronounced.
Beautiful and balance voices while buzzing and the sound is very special and nice when they sing fast songs.
The Coro Alpe di Saronno has pleasantly surprised me with their music. Bravo!

Best of wishes,

Wim Schepers

(Traduzione)
Ho ascoltato i CDs del Coro Alpe di Saronno.
Il coro ha un “sound” assai caratteristico.
La sonorità è pura ed espressiva, così come lo è la lingua Italiana.
E', indubbiamente, “materiale” vocale interessante (…)
Lo stile canoro è regionale (folcloristico), molto originale ed il Coro dimostra una varietà di intensità di toni ben gestiti e controllati.
Le parole del testo sono molto bene pronunziate.
Voci magnifiche e ben bilanciate durante i piedestalli musicali ,ed il loro suono è davvero speciale e gradevole quando eseguono brani molto ritmici.
Il Coro Alpe di Saronno mi ha piacevolmente sorpreso con la sua musica.

Complimenti !

Wim Schepers

http://www.venlona.net/directie/wim-schepers

E-mail di Giovanni Allevi del 02/01/2009


Oggetto: [lettere a Giovanni] Augurio di un buon anno (In risposta a una e-mail di un nostro corista)

Grazie a Voi , con tutto il cuore, per le bellissime parole che mi regalate.
Mando il mio saluto affettuoso a tutto il Coro Alpe : è perfetto, nell'intonazione, nella cura della vocalità, nella fusione col maestro (bravissimo) e soprattutto nella struggente emozione che sa trasmettere! Non nascondo di essermi commosso, cullato dalle sue note.

Giovanni

www.giovanniallevi.it

E-mail di Antonella del 09/11/2008


Oggetto: ...un semplice...GRAZIE

...Ho ascoltato il vostro concerto a Gallarate ieri sera e...volevo fare i complimenti al maestro e ad ogni componente del coro... siete riusciti a trasmettere davvero tante emozioni...

E' stato un momento importante per me..ho apprezzato e conosciuto "dal vivo" il vostro genere musicale e...mi ha coinvolto davvero tanto...
Mio nonno è stato un alpino e voi siete riusciti a dare voce alle sue canzoni canticchiate la sera a cena...
Per questo voglio ringraziarvi di cuore...

Io studio canto lirico e... ascoltare l'ARMONIA PURA creata dalle vostre voci mi ha fatto credere ancora di più nel potere infinito della MUSICA...

GRAZIE A TUTTI!

Antonella

E-mail di Giovanni Allevi del 15/02/2008


Oggetto: [e-mail per Coro]

Spero che questa mia mail giunga a destinazione.
Ho appena visto l'esibizione del Coro Alpe a Tele Lombardia, e sono rimasto entusiasta della bravura e simpatia dei suoi componenti e del Maestro .
Complimenti vivissimi!.
In quel momento era l'unica cosa che valesse davvero la pena di vedere in Televisione.

Giovanni Allevi

www.giovanniallevi.it

Lettera di Don Angelo Centemeri


In occasione del cinquantesimo del coro

Eravamo in viaggio, tornando dalla Spagna, la guida che ci accompagnava, ad un certo punto, mi ha interrogato: riconosce questo canto?
Una melodia nota si stava diffondendo nel pullman, in quella terra lontana, e mi riportava già a casa. Avevo riconosciuto le voci e le parole di amici: "Vidè Saronn de sira". La guida ci proponeva, con gesto gentile, la cassetta del nostro Coro Alpe.

Quanti altri bei momenti tornano alla mente pensando al nostro Coro, che compie cinquant'anni: una storia intessuta con la storia della nostra città, una crescita nella qualità espressiva e nel favore dei Saronnesi.
Noi ci rallegriamo per questa lunga e vitale tradizione che ha portato questo Coro dall'Oratorio di via Legnani, dove è nato, a tenere alto il nome di Saronno, anche nel mondo del bel canto, e ci ha donato tante esperienze indimenticabili.

ll Coro Alpe è anche punto di incontro con altre esperienze musicali. Sono, infatti, sempre piu seguite e interessanti le rassegne annuali dei Cori, che portano a Saronno i migliori complessi, in un'emulazione che ci affascina. Qui abbiamo potuto constatare i progressi del nostro gruppo, sotto la direzione del maestro Carugati. Sono sempre attese le serate a S.Francesco, la Chiesa che il Coro predilige per la sua inimitabile acustica. Quì, per il dono dell'ambiente ed il calore dei presenti, il nostro Coro si è espresso sempre al meglio. Anche gli altri Cori, che sono stati ospitati, hanno potuto "sentire" quanta gioia dona il loro canto.

Una intensa commozione mi prende ogni volta che cantano quel "Signore delle cime", che mi ricorda tanti amici "che hai chiesto alla montagna". Insieme ai classici canti della montagna, ai canti d'amore e di dolore, ho sentito da loro rinverdire anche i vecchi canti, di quando la gente cantava insieme, i canti della tradizione religiosa popolare, ingenui ma ricchi di umanità e di fede come quell' "Andemm, andemm Vergin Maria" che ci ha fatto sorridere e ci coinvolge nel mistero della Natività. È una ricerca che auspico e incoraggio. Ma i soci del Coro Alpe sono anche bravi a guardare avanti, verso nuove forme espressive, ed è giusto che ci siano nel loro repertorio i canti dei giovani. Il canto è un dono universale destinato ad unire, a fondere. Sono tante le corde che ci fanno vibrare. Il Coro Alpe è una cassa di risonanza di tutti questi sentimenti: i coristi lo fanno con maestria e dedizione.

Stimo ed apprezzo molto il loro impegno, tante ore a provare canti che eseguono a memoria, per essere veramente padroni delle proprie possibilità canore e dare anima a quel canto, per renderlo espressivo.
Guardare agli anni trascorsi vuol dire riconoscere il cammino fatto, vuol dire ringraziare tutti quelli che hanno dato tanto in questi anni, vuol dire riprendere ispirazione ed entusiasmo per proseguire sempre meglio, per mettere a disposizione della comunita quanto di meglio gli artisti hanno saputo comporre per dare gioia al nostro spirito. "Quando senti una voce che canta fermati ad ascoltare perché c'è un cuore che ama, che soffre, che gioisce".
Cari amici, continuate a farci entrare in cuore tante melodie: se poi riaffiorano e ci sostengono nei momenti della vita, vorra dire che avrete colpito nel segno. E noi vi saremo grati, per sempre.

ll Prevosto
Don Angelo Centemeri

Articolo dal giornale "Voce della Vallesina" Jesi ( AN ) maggio 1992


Il Coro nel bosco

Li avevo ascoltati la sera del 15 maggio al Pergolesi, dove si erano presentati per la VIª Rassegna Polifonica le cui manifestazioni, purtroppo, non sono riuscita tutte a seguire.
Mi erano piaciuti tanto però che ho voluto riascoltarli il giorno successivo nella Chiesa di S. Lorenzo, a Cupramontana, dove si sono esibiti con un concerto che non è stato identico al precedente, ma che ha incluso anche altri nuovi brani.
Davvero godibilissimo il coro Alpe di Saronno, composto di sole voci maschili, ma dei più diversi timbri e coloriture, dai bassi profondi ai tenori leggeri.
Un vero arcobaleno. Si direbbe che cantino tutti con gusto e con gioia.
Eseguono senza partitura, dimostrando sicurezza, competenza e affiatamento.
Pur così diversamente dotati, sanno fondere a meraviglia le loro voci, creando a volte effetti di viva suggestione.
Come nel ‹‹Ciant de Jegher››, bissato al Pergolesi come a Cupramontana, con il quale hanno descritto, fra stormire di fronde, bisbiglii di uccelli e sussurri misteriosi il risveglio di un bosco all’alba, mentre tramonta la luna.
Che cosa può suggerire, a volte, l’incantesimo della natura!
Oltre a brani di carattere descrittivo o folkloristico, a volte assai divertenti, il coro Alpe ne ha anche proposti altri particolarmente interessanti per i riferimenti storici e culturali implicati, oltre che per il pregio dell’esecuzione; come ‹‹Adieau a l’Engiadina››, ‹‹Acque montane›› o ‹‹A Monticolo››.
Di questi, come nell’intero spettacolo, è anche piaciuta la sobria e garbata presentazione.
Il M° Dino Carugati, direttore del coro e figlio d’arte, poiché ha ereditato dal padre lo stesso ruolo, è riuscito certo a far esprimere al meglio ognuno dei coristi che, sotto la guida del suo gesto, è diventato corda di un unico strumento.
Il tempo, all’ascolto, è volato in un attimo: il che non sempre avviene in un concerto esclusivamente vocale e per di più proposto da sole voci maschili.
Grazie alla Regina della Pace per averci offerto questa occasione d’ascolto e ai componenti del coro Alpe auguri di altri ottimi successi.

Augusta Franco Cardinali